#105 Facciamo attenzione ai FALSI POSITIVI nella diagnosi della leishmaniosi canina


Introduzione

La diagnosi della leishmaniosi canina avviene spesso attraverso la ricerca degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario del cane in risposta al parassita Leishmania infantum. Alcuni esami sierologici esprimono la positività in forma numerica: maggiore è il valore, maggiore è la quantità di anticorpi rilevati.

Tuttavia, esiste un intervallo critico — noto come valore dubbio — in cui l’esame non riesce a distinguere con certezza se gli anticorpi siano realmente diretti contro il parassita o se si tratti di una reazione crociata con altri agenti patogeni. In questa zona grigia, il rischio di un falso positivo è concreto e può condurre a interpretazioni errate, specialmente in assenza di sintomi clinici.


Cosa significa “valore dubbio”?

Il termine “dubbio” non indica incertezza sulla presenza della malattia, ma piuttosto sull’affidabilità del risultato anticorpale. Significa che il test non è in grado di confermare con sicurezza se gli anticorpi rilevati sono specificamente contro Leishmania infantum.

In questa fase, è importante considerare:

  • Possibili reazioni crociate con altri patogeni (es. Ehrlichia, Bartonella, Babesia, Rickettsia spp.)
  • Eventuali precedenti contatti immunitari che non si sono mai evoluti in malattia attiva
  • La mancanza di sintomi clinici specifici, che impone una maggiore cautela nella diagnosi

Interpretazione dei valori sierologici

Secondo le metodiche attualmente utilizzate, un titolo anticorpale viene considerato affidabilmente positivo solo se è almeno quattro volte superiore al valore soglia minimo. Questo rientra nella fascia medio-positiva.

Tutti i valori inferiori o vicini alla soglia minima, compresi quelli definiti “basso positivo” o “dubbio”, non devono essere considerati da soli sufficienti per iniziare una terapia.


L’errore diagnostico è possibile?

Sì. Secondo uno studio recente, un cane su due riceve una diagnosi errata di leishmaniosi anche dopo tre test anticorpali differenti. Lo studio non chiarisce le cause specifiche dell’errore, ma evidenzia un problema concreto: iniziare una terapia invasiva e potenzialmente tossica su base di dati incerti può essere dannoso per il paziente.


Altre patologie che interferiscono

Diversi agenti patogeni — spesso presenti in aree endemiche per la leishmaniosi — possono alterare il risultato dei test sierologici, provocando positività non correlate alla reale presenza del parassita. Tra questi:

  • Bartonella spp.
  • Babesia spp.
  • Trypanosoma
  • Rickettsia spp.

Queste malattie tropicali e mediterranee condividono in parte la stessa risposta immunitaria del cane e possono confondere l’interpretazione dei titoli anticorpali.


Casi particolari e fluttuazioni del titolo

La fluttuazione spontanea da valore dubbio a basso positivo, in assenza di un’evoluzione clinica evidente, non è comune nella leishmaniosi. In realtà, la risposta anticorpale contro Leishmania infantum, anche dopo una guarigione completa, decresce lentamente nel tempo, anche nell’arco di 4-6 anni.

Un aumento improvviso o una variazione inspiegabile dei valori, senza sintomi clinici correlati, deve far sospettare la presenza di patologie concomitanti e non di una recidiva o infezione attiva da Leishmania infantum.

Allo stesso modo, anche una variazione del titolo anticorpale da positivo a negativo, in seguito a terapie non compatibili con una reale guarigione clinica e parassitologica, non deve essere interpretata come risoluzione della leishmaniosi, a meno che non sia confermata da esami più approfonditi.

In particolare, solo la ricerca diretta del parassita tramite metodiche molecolari (come PCR su linfonodo, midollo o altri distretti bersaglio), eseguita sia prima che dopo il trattamento, può permettere di stabilire con certezza:

  • Se il cane era effettivamente infetto
  • Se il trattamento ha portato all’eradicazione del parassita

Le fluttuazioni dei valori anticorpali devono quindi essere sempre interpretate con cautela e nel contesto clinico generale, integrando tutti gli elementi diagnostici disponibili.


Cosa fare in caso di risultato dubbio

Quando ci si trova davanti a un risultato “dubbio” o “basso positivo”, non è corretto iniziare immediatamente una terapia antileishmaniosi. In questi casi, si consiglia:

  • Eseguire indagini parallele per altre malattie tropicali e mediterranee
  • Ricorrere a test più approfonditi, come la ricerca diretta del parassita nei distretti bersaglio (es. linfonodi, midollo)
  • Valutare il quadro clinico generale del paziente, prima di qualunque decisione terapeutica

Le nostre osservazioni cliniche

Sulla base dell’esperienza diretta del nostro centro di telemedicina, la maggior parte dei pazienti con titolo dubbio o basso positivo, in assenza di sintomi, si conferma clinicamente sano anche nel lungo termine.

In questi casi, le indagini successive spesso portano alla diagnosi di altre malattie sistemiche, completamente scollegate dalla leishmaniosi.


Quando è il momento di approfondire

La chiave per evitare diagnosi errate e trattamenti inutili è una valutazione esperta e approfondita del singolo caso. La sierologia è solo un pezzo del puzzle. Serve esperienza, strumenti diagnostici mirati e una visione d’insieme per decidere cosa fare, come e quando.


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Dott. Gianluca Barbato
Medico Veterinario
Specializzato in Patologia e Clinica degli Animali d’Affezione
Consulente Scientifico per la
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