Le domande più frequenti
Tra le domande più comuni che riceviamo in merito alla riproduzione nei cani infetti da Leishmaniosi, ci sono:
- ✅ Una femmina infetta può trasmettere la Leishmaniosi al maschio durante l’accoppiamento?
- ✅ Un maschio infetto può contagiare la femmina durante l’accoppiamento?
- ✅ Se la madre ha la Leishmaniosi, i cuccioli nasceranno sani o malati?
Queste domande sono fondamentali, soprattutto nell’allevamento a fini zootecnici. In questo articolo, analizziamo le evidenze scientifiche più recenti per rispondere con chiarezza e responsabilità.

Ti consiglio di apprfondire l’articolo riguardante la terminologia:
https://www.barbatoclinic.com/labc-della-terminologia-nella-leishmaniosi-conoscere-i-termini-per-comprendere-la-malattia/
Leishmaniosi congenita: la trasmissione madre-figlio
La trasmissione verticale (da madre a cucciolo) è documentata in letteratura scientifica. I cuccioli possono nascere già infetti, anche in assenza del flebotomo vettore. Questo avviene attraverso il passaggio transplacentare del parassita durante la gestazione.
Uno studio ha documentato la presenza di Leishmania nei feti e infiammazione placentare in una cagna infetta:
🔗 PMID: 16266015
In uno studio americano sui cani da caccia, i cuccioli nati da madri infette hanno mostrato una probabilità 18 volte maggiore di sviluppare la leishmaniosi viscerale rispetto a quelli nati da madri sane, anche senza esposizione al vettore:
🔗 PMC6391032
Trasmissione congenita negli esseri umani
La trasmissione verticale è documentata anche negli esseri umani: figli di madri infette presentano un rischio aumentato di nascere già infetti, anche qui in assenza di esposizione al flebotomo.
Studi correlati:
🔗 PMID: 34375339
🔗 PMID: 21532741
Trasmissione sessuale della Leishmaniosi
La trasmissione sessuale della Leishmaniosi nel cane è ampiamente documentata.
Sebbene negli esseri umani sia ancora in fase di studio, esistono evidenze preliminari che confermano la presenza del parassita in vari fluidi organici, rendendo plausibile anche questa via di trasmissione:
🔗 Fonte
Implicazioni etiche e zootecniche
Alla luce delle evidenze scientifiche, l’accoppiamento tra cani infetti o sospetti tali andrebbe categoricamente evitato. Questo per proteggere sia i genitori che i nascituri da una malattia difficile da diagnosticare, gestire e trattare.
Dal punto di vista etico, la priorità è evitare la diffusione di una patologia grave.
Dal punto di vista zootecnico, esistono soggetti geneticamente più resistenti alla malattia: scegliere riproduttori sani e mai infettati può contribuire al miglioramento genetico della specie.
Conclusioni
- La trasmissione verticale è reale e documentata: i cuccioli possono nascere già infetti.
- La trasmissione sessuale è possibile, soprattutto nel cane.
- L’accoppiamento tra soggetti infetti va evitato per motivi sanitari, clinici e selettivi.
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Dott. Gianluca Barbato
Medico Veterinario
Specialista in Patologia e Clinica degli Animali d’Affezione
Consulente Scientifico per la Training Center LLC
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